CG 31 – ART 10 – VR 10 | L’ultima notte insieme

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Lunedì inizia una nuova avventura.
BigRock si riorganizza ancora una volta per accogliere nuovi sognatori tra i sui banchi.
Ma nelle nostre menti c’è ancora un vivissimo ricordo dei sei mesi più difficili e belli di sempre, di una Première mandata in diretta mondiale, di corse aventi ed indietro per le classi affinché tutto funzionasse come da programma (e figurati se, mentre sei in diretta, tutto va come avevi programmato) e di un giardino riempito di 200 persone.

“Sei mesi vi sembreranno una infinità, godeteveli perché invece passeranno in uno schiocco di dita”. Ecco cosa i prof dicevano il primo giorno di scuola durante la presentazione.

Ed è solo ora che ci si rende conto di quanto vere fossero quelle parole.

Al termine di una delle giornate più piene di tutto il corso, tutti messi in tiro, ci ritroviamo esattamente dove tutto è iniziato: nel giardino della sede Alpha.
Abbiamo una proiezione da vedere, qualcosa che potesse riassumere in qualche modo questa enorme avventura che ci ha travolto. I nostri corpi sono lì, gelidi, di fronte la sede Bravo, illuminati unicamente dal riflesso dei ricordi che scorrono inesorabili su quel muro.

Ma i nostri pensieri vanno da tutt’altra parte.

Vanno al primo giorno di scuola e all’emozione provata quando sentimmo “Benvenuti a BigRock”.

Vanno alle prime settimane, quelle in cui tutto sembrava impossibile, quelle che passavamo in ufficio crisi perché “non c’è la posso fare, voglio morire”.

Vanno a tutte quelle esperienze che sono mancate, alla delusione di alcuni momenti, ma alla forza che ognuno di noi ha trovato per rialzarsi da quello che è stato il periodo più buio di questi ultimi decenni.

Vanno ai nostri compagni di viaggio, ai prof e a tutto lo staff di questa scuola, con cui abbiamo condiviso momenti indelebili, che hanno contribuito a creare ricordi che custodiremo per sempre nel cuore.

Vanno al primo giorno di tesi. Quando la fine sembrava ancora lontana ma in realtà era proprio lì, dietro l’angolo, solo che non riuscivamo a vederla… o forse non volevamo farlo.

E invece, senza nemmeno accorgercene, siamo arrivati all’ultimo giorno di questa immensa avventura.

Di quella sera ricorderemo le miriadi di lacrime che rigavano il viso di ognuno di noi ad ogni parola detta da Marco per ringraziare tutti, da Busi e Gian che si improvvisavano “animatori da villaggio turistico” per prendere tempo e dai prof che salutavano questa scuola per l’ultima volta prima di intraprendere una nuova strada.

Ma anche di uno strano silenzio.
Un silenzioso frastuono creato da tutti i ricordi che affollavano le nostre menti in quell’esatto istante.

Sono stati i sei mesi più assurdi della storia di questa scuola. Talmente assurdi che abbiamo voluto farci un documentario.

Giusto per non farci mancare nulla. Giusto perché organizzare una Première in pieno stile BigRock per il doppio degli studenti ma nella metà del tempo (perché la sera c’era un coprifuoco da rispettare e di solito invece noi lavoravamo anche la notte) ci sembrava ancora troppo poco.

Giusto perché una storia così bella meritava di essere raccontata al mondo intero.

Perché in fondo BigRock è così, ti segna.

E adesso sapete cosa significa far parte di questa grande famiglia.

Adesso sapete cosa significa essere un BigRocker.