Teatro

Abbiamo cominciato una delle materie più affascinanti ma allo stesso tempo più complicate della Computer Grafica.
Abbiamo cominciato ad animare.

Si sà. L’animazione è un’arte, una cosa che ce l’hai nel sangue.
Altrimenti sarà una scalata veramente impervia.

Negli ultimi tempi l’animazione tridimensionale ha dovuto rincorrere miti incredibili, arrivati da un passato fatto di artisti.
Spesso molti animatori, per districarsi tra le infinite curve, gli infiniti keyframes, e sforzarsi di dare al tutto una sottilissima parvenza che il proprio personaggio sembri “vero”, si affidano ad un trucco veramente geniale.
Prendono il loro bel telefonino, e si riprendono mentre “recitano” la scena che dovranno animare.
Certo, chi meglio di un essere umano sa recitare ciò che dovrà essere mosso in un character con le sembianze di un essere umano?

Per questo stamattina siamo stati a teatro.
Per imparare che prima di saper animare, un animatore deve saper recitare.
Deve avere consapevolezza del proprio corpo, della propria stazza e portanza. Dei movimenti, dei movimentini e delle minuscole micro movenze che attiviamo quando facciamo anche solo un gesto ormai quotidiano.

Siamo stati al teatro Astra di San Donà, in compagnia dell’attrice professionista Giovanna Digito.
Abbiamo messo in piedi in dieci minuti degli sketch di semi-improvvisazione. Una tecnica che mette l’attore in condizione di disagio di fronte ad un pubblico, fatta apposta per imparare a gestire il proprio corpo e lo stress. Una situazione surreale, ma divertente, capace di tirare fuori il lato nascosto di tutti.
Abbiamo scoperto nuovi attori stamattina. E domani ripeteremo la lezione con uno strumento importante.
La maschera neutra.