Intro Procreate

In Master Art XI
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Il bello di avere tante classi a BigRock è che nessuno studente si fossilizza sulla stessa postazione.

Le classi girano, non stai mai nello stesso posto settimana dopo settimana… ma

(c’è sempre un ma)

I ragazzi di CG e Game, anche se cambiano classe, si ritrovano davanti allo stesso computer.
Si certo, qualcuno ogni tanto può trovarsi il sorpresone con il desktop di Jerry Scotti… però non è tutto questo gran cambiamento.

Per il Master ART questo non accade.

Esatto. I fortunelli del Master ART non solo cambiano classe ogni settimana… ma anche DEVICE.

Una settimana sono su Cintiq, con Photoshop e i suoi milioni di miliardi di menu e strumenti.

La settimana dopo sono su iPAD.

PRO.

DA DODICI POLLICI.

CON LA PENCIL.

E UNA PELLICOLA FATTA APPOSTA PERCHÈ NON SENTANO LA DIFFERENZA TRA LO SCHERMO E LA CARTA.

…. POVERINI.

Quindi questa settimana i ragazzi di ART si sono approcciati ad un metodo completamente diverso di disegnare rispetto a quello di sette giorni fa. Un software (Procreate) estremamente più semplice e duttile.. ma con ancora qualche limitazione (abbiamo scoperto avere al massimo 79 livelli, che per un comune mortale è la cornucopia divina… per uno di ART è come chiedergli di disegnare con il mignolo del piede sinistro cantando supercalifragilistichespiralitoso al contrario).

Ma superate queste (assurde) limitazioni, Procreate è un portento. E l’esercizio di questa settimana è creatività pura.

Partire da una sagoma, un’ombra, una silhouette e tirarci fuori un personaggio.

Avete presente quando rinchiudono al manicomio qualcuno e il primo test è quello di riconoscere delle figure da schizzi di vernice su carta?

Ecco, lo stesso principio. E noi li spingiamo anche ad immaginarsi cose.

Follia pura.

Eppure non si sa come, ma alla fine vengono fuori risultati incredibili. E allora tutto ha un senso.

La stanza, gli iPad, la musichetta tranquilla (a parte quando cade il momento Skrillex)… tutto giustificato. E vedere uno studente di concept art tirare fuori cose dal nulla, da dove tu vedresti normalmente una macchia scura, è incredibilmente alienante.

E bellissimo.