Lezioni di… Softair!

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Con ancora qualche giorno di sole a disposizione, prima che nebbia e pioggia invadano le campagne venete, decidiamo che è giunto il momento di fare un po di lezioni all’aperto.

Che poi era il tema delle lezioni di compositing a Gardaland, di quando si andava tutti insieme al parco a fare riprese, HDR e fotogrammetria, poi si tornava in classe e si lavorava con il materiale prodotto.

Ma più gli anni passano, più le generazioni cambiano, più iniziamo a notare nei ragazzi un certo interesse nello spararsi addosso proiettili NERF o nel “raidare” le altre classi durante le pause crivellandole di colpi.

Quest’anno abbiamo quindi optato per il Softair.

La mattina puntualissimi in parcheggio, prendiamo l’autobus, come da bravi scolaretti quali siamo, e ci dirigiamo alla volta del campo di gioco che, come nelle più famose mappe di Warzone, non poteva che essere nel bel mezzo di una cava abbandonata (no dai.. abbandonata no).

Siamo qui per due motivi quindi decidiamo di iniziare prima da quello più “istituzionale”.

Ci dividiamo in gruppetti e iniziamo a fare lezione. 

Sempre quelle: Tecniche di ripresa e HDR con sfere cromate per l’integrazione di modelli 3D all’interno di scene reali; e fotogrammetria per imparare a “scansionare” un oggetto tridimensionale attraverso centinaia di migliaia di fotografie.

Che può sembrare la parte noiosa della giornata ma che invece è la più importante e stranamente divertente.
Uscire per un momento dalle aule, spegnere i pc e fare lezione all’aperto è una esperienza piacevole che sembra finire sempre troppo presto.

Poi, per non deludere le aspettative, tutti in mimetica.

Qualcuno un po improvvisato, altri che invece sembrano reduci del Vietnam con tanto di medaglie d’onore sul petto. 

Ci spiegano tutte le regole per un gioco corretto e sportivo, tipo che qualsiasi cosa ti colpisca tu devi alzare la mano e urlare “Colpito!”, tornare al campo base e ripartire da lì (che non è una cosa scontata).

Infine indossiamo i caschi, carichiamo i fucili e siamo pronti.

O quasi.

Veniamo prima divisi in quattro squadre, contrassegnate da una fascia colorata sul braccio, che portano il nome dei quattro personaggi più famosi del mondo:

I Teletubbies (non ci piace prenderci troppo seriamente in casi come questi).

E iniziano le sfide: Po contro Lala, Dipsy contro Tinky Winky, Lala contro Dipsy, Tinky Winky contro Po e così via…

Al termine della giornata il punteggio sembra essere un pareggio.

Lala e Po fremono per un’ultima partita, quella decisiva, quella che deciderà il vincitore della giornata, quella che dimostrerà a tutti quale dei due gruppi è il più forte, o forse solo quale è il gruppo che più degli altri dimenticava di dichiarare i colpi subiti.

Non lo sapremo mai.

Il sole è ormai basso… È il momento di tornare a casa.

Ma noi non dimentichiamo.