Panico da Compositing – a Falcon Story

In Master CG XXXIII
Scroll this

La settimana appena trascorsa ha visto BigRock trasformarsi in una vera e propria Haunted Mansion. 

Con l’arrivo di Halloween infatti, le luci della scuola sono diventate rosse, i tavoli della mensa hanno adesso i loro candelabri da brivido, dal soffitto pendono ammassi di ragnatela e i cadaveri di quelli che non hanno mai rinominato i livelli di Photoshop sono stati appesi nell’area comune come monito.

In questo clima di terrore per Falcon è giunto il momento di affrontare gli ultimi 3 giorni del modulo di After Effects, quelli in cui viene introdotto il concetto di Compositing.

Prendiamo una scena della “vecchia” tesi del Master 32, Tofu, e la diamo in pasto ai ragazzi.

Qualche maschera, due o tre livelli di regolazione, giusto un paio di curve RGB e a volte qualche cambio di esposizione, un po’ di sfocatura e la scena assume subito un mood completamente differente.

Fin qui tutto semplice, niente di impossibile.

Poi arriva il momento del vero esercizio di Compositing: quello di Integrazione 3D.

A tema Softair.

Dove puoi sbizzarrirti con l’integrazione di pioggia, nebbia, alberi e tramonti mozzafiato, puoi trasformare il tuo video in un FPS come Call of Duty o far passeggiare un soldato armato di tutto punto in spiaggia (no fortunatamente nessuno è arrivato a tanto).

L’unica cosa che conta è integrare, dopo averla animata, illuminata e renderizzata, una torretta d’assalto.

Che finché hai una ripresa con camera fissa è pure fattibile. 

Ma quando la camera inizia a muoversi allora tutto assume un significato differente.

Quando la posizione dell’oggetto va calcolata momento per momento (noi lo chiamiamo tracking).

O quando una maschera non è più una singola maschera ma diventa una maschera per ogni frame del video.

Qualcuno ha detto maschera?

E così i ragazzi di Falcon scoprono il rotoscoping.

Ed è sempre un po’ panico.