Oggetti di scena

In Master Art XXXIII
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“Qual è il parassita più resistente? Un’idea.
Una singola idea della mente umana può costruire città!”

Una citazione molto azzeccata per quello che racconta questo blog.

La settimana di Prop Design, quella dei ragazzi del Master Art.

Il tutto inizia con un’idea, sviluppata nella propria mente.

Dopo di ché, per renderla pian piano più tangibile i ragazzi devono trasformare quest’idea in un testo scritto, una storia, che racconti le origini e le caratteristiche dell’oggetto che hanno pensato.

Un’operazione apparentemente facile che però miete sempre alcune vittime… ma solo all’inizio.

Poi si va alla ricerca di reference.

Tante reference.

E solo dopo si passa alla creazione di forme base, allo studio dei volumi, all’aggiunta del colore, fino a giungere al concept finale.

Tutte queste idee danno vita ai più svariati, colorati, futuristici ma soprattuto stravaganti, prop.

Quelli che più comunemente chiamiamo “oggetti di scena”: spade, caschi, maschere, astronavi, tutti con una loro storia e una loro funzionalità.

È un processo complesso, composto da più fasi, che lascia però molto spazio alla creatività dell’artista. 

Alcuni di questi oggetti infatti rispecchiano la personalità o una particolare caratteristica di chi li ha disegnati (come è giusto che sia).

E di solito hanno più o meno questo aspetto.

PS: se non avete colto la citazione iniziale beh… Dovete assolutamente recuperare Inception.