Render in corso…

In Master CG XXXIII
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“E luce fu”.

Così inizia il modulo di Render per i ragazzi del Master CG, con un primo approccio al lighting di una soffitta.

Si aggiungono luci calde o fredde, che provengono da finestre o da lampade, c’è una vasta scelta e c’è chi ne mette davvero tante (e un crash di Maya è sempre dietro l’angolo).

E dopo aver letteralmente acceso tutte le luci si passa alle texture dei diversi oggetti che compongono questa piccola soffitta.

Si prende quindi un mobiletto, una radio o un orologio a cucù e ci si lavora su Substance Painter, un programma che permette di realizzare texture.

Ed è molto importante usare anche tante reference. Che spesso e volentieri vengono prese dalle migliori offerte di ebay. 

I ragazzi ci danno dentro sporcando, graffiando e colorando le superfici degli oggetti.

E fino a qui è tutto molto divertente.

La parte complicata sta poi nell’importare queste texture su Maya, applicando un materiale e collegando diversi nodi, in quello che viene definito shading.

I nodi all’interno dell’hypershade fanno sempre un po’ di paura.

Basta un valore non impostato correttamente (o una texture posizionata nella cartella sbagliata) che il lavoro risulta essere diverso da come lo si era immaginato.
Ed è lì che con tanta pazienza bisogna ricontrollare nodo per nodo, alla ricerca dell’errore.

Per non parlare poi dei tempi di render, un’attesa snervante.

Un altro incubo, soprattutto di chi ha inserito luci volumetriche in scena (quelle belle, che creano un velo di luce simile ad una luce divina) o di chi ha inserito oggetti di vetro.

E no, fissare il Mac mentre renderizza non vi aiuterà a farlo andare più veloce.

Riuscire ad arrivare l’ultimo giorno, alle 18:30, con qualcosa di pronto da consegnare sembra un’impresa ardua.
Ma alla fine ce la si fa, come sempre.

E con una media di circa 6 ore per renderizzare il tutto, ecco i risultati finali di questi nove giorni del modulo di Render.